Adriano Olivetti

Adriano Olivetti

Biografia

Adriano Olivetti nasce nell’aprile del 1901 ad Ivrea. Fin da giovanissimo inizia a lavorare presso l'azienda di famiglia. Consegue la laurea in Ingegneria Chimica presso il Politecnico di Torino. Imposta la struttura della Olivetti secondo un sistema di fabbrica diviso in dipartimenti e divisioni convinto che il successo di un’azienda derivi da un’ordinata organizzazione del lavoro. Nel 1933, la metà delle macchine da scrivere che venivano adoperate in Italia era stata venduta proprio dalla sua fabbrica. Dopo la guerra, la società sperimentò un'ondata di successo, ma andò quasi in bancarotta verso la fine degli anni Cinquanta con la richiesta dei computer e la popolarità della calcolatrice. Adriano Olivetti morì nel 1960 improvvisamente durante un viaggio in treno da Milano a Losanna, in Svizzera nel febbraio del 1960. Le sue idee sono riconosciute come alla base della trasformazione delle imprese da officine a fabbriche moderne.





 

Citazioni

L’Italia procede ancora nel compromesso, nei vecchi sistemi del trasformismo politico, del potere burocratico, delle grandi promesse, dei grandi piani e delle modeste realizzazioni

Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande.


A volte, quando lavoro fino a tardi vedo le luci degli operai che fanno il doppio turno, degli impiegati, degli ingegneri, e mi viene voglia di andare a porgere un saluto pieno di riconoscenza. 

 

Adriano Olivetti

Curiosità

Il giovane Adriano Olivetti, durante il suo periodo di apprendistato alla Olivetti, non era entusiasta del monotono lavoro che si svolgeva in fabbrica «Nel lontano agosto 1914, avevo allora tredici anni, mio padre mi mandò a lavorare in fabbrica. Imparai così ben presto a conoscere e odiare il lavoro in serie: una tortura per lo spirito che stava imprigionato per delle ore che non finivano mai, nel nero e nel buio di una vecchia officina… Per molti anni non rimisi piede nella fabbrica, ben deciso che nella vita non avrei atteso nell’industria paterna». Introduce molte novità lavorative tra cui riduzione degli orari di lavoro, retribuzione lavorativa molto alta per quei tempi e tre settimane di ferie estive all’anno.

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